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Torre Di Moron, Malleray,
Giura, Svizzera             
1998-2004


Torre di Moron, Malleray, Giura, Svizzera
1998-2004

Progetto
1998

Realizzazione
2000-2004

Luogo
Moron a 1334 m.s.l.m.
Comune di Malleray, Canton Giura, Svizzera

Committente
Fondazione Tour de Moron, Malleray

Promotore
Commission de surveillance de la Halle des maçons de Moutier,
(Commissione di sorveglianza della società degli impresari di Moutier): Antoine Bernasconi , Henri Simon, Théo Geiser

Ingegnere civile
Stampbach SA, Delémont (consulenza e calcolo antisismico)
Angelo Mongillo, Courroux       

Struttura e materiali
Nucleo: doppia muratura in blocchi a spacco di Pietra calcare di Corton (Borgogna) e riempimento in beton rinforzato; gradini e parapetti in blocchi di Pietra calcare di Seña (Spagna) segati; piattaforma panoramica e copertura: struttura metallica e lamiera di zinco.


La torre di Moron è situata nel Giura bernese sulle alture che spaziano al limite nord della Svizzera verso l’alta Savoia e la Foresta nera.
È raggiungibile dopo un percorso tortuoso che si snoda dentro i fitti boschi a partire dal vilaggio di Mallerey.
La costruzione di questa torre-belvedere è nata dall’intento di dare immagine e visibilità al lavoro scolastico di formazione professionale che alcune centinaia di giovani apprendisti della regione dovevano affrontare per l’apprendimento del mestiere di scalpellino.
Ai giovani apprendisti e ai loro insegnanti si è proposto che l’esercizio di lavoro professionale diventasse anche segno concreto nel paesaggio, ragione per la quale è stata disegnata questa torre-belvedere. Essa, con un diametro di circa 6 metri, si innalza con gradini in massello di pietra fino a 26 metri di altezza e si completa sulla sommità con una piattaforma-belvedere in acciaio che permette una vista di 360 gradi sul paesaggio circostante.
Nel territorio di queste montagne sopra il vasto altipiano è questo un segno inaspettato e sotto molti aspetti inquietante che interroga turisti e viandanti in cerca di paesaggi idilliaci riconducendoli alla realtà di una bellezza austera e autentica che è possibile ritrovare solo là dove, accanto alla natura, è presente il segno dell’uomo.